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Ringrazio Angie, proprietaria del Blog Misteri Angie Ginev, per avermi invitato a partecipare a questo gioco ed avermi permesso di scoprire parecchi blog molto interessanti.

Si tratta di un questionario composto da sette piccole e semplici domande:

1) IL POST IL CUI SUCCESSO MI HA STUPITO

Senza alcun dubbio Quella dello spaventapasseri è stata davvero una lunga notte. Non tanto per il numero di visite che ha totalizzato, quanto piuttosto perchè pensavo di parlare di un film di nicchia, che si è poi rivelato un classico apprezzato da gente ben più esperta di me in materia di horror.

2) IL MIO POST PIU’ POPOLARE

Statistiche alla mano, vince di parecchie lunghezze Mostro cartonato…taaaaac…. Inizialmente ne sono rimasto piuttosto sorpreso, anche perchè non si tratta di una vera e propria recensione. Comunque sono stato contento di scoprire quanto i mostri, specialmente nel contesto dei b-movie fatti come si deve, siano ancora parecchio apprezzati dai patiti del genere e non solo.

3) IL MIO POST PIU’ CONTROVERSO

Pole position per Lost: una candid camera durata sei anni. Di solito i pareri che raccolgono i miei articoli sono più o meno concordi, questo è l’unico post ad aver creato un vero e proprio dibattito (se così si può definire) tra la fazione che vede la fine di Lost come un’insensata bestemmia mediatica e chi ha avuto la fortuna di carpirne il senso ed è riuscito ad apprezzarla. Invidio molto chi ha apprezzato questa serie dopo la quarta stagione. Personalmente, nonostante notti intere passate a rifletterci e sviscerarne i significati, continua a sembrare una cazzata chiusa in fretta e furia e senza alcun senso logico.

4) IL MIO POST PIU’ UTILE

E’ stata una scelta dura, ma credo proprio che il titolo vada a Film finto, paura vera: cose da fare per un buon mockumentary. Ammetto che sono un pò titubante a parlare di utilità, data la natura di questo blog e soprattutto del film in questione, ma voglio citare questo articolo perchè grazie a lui mi hanno segnalato “The Tunnel”, piccolo gioiello che non mi sarei mai perdonato di lasciarmi sfuggire. E un grazie anche a Screammaker e ad Alice per la segnalazione.

5) IL MIO POST CHE NON HA AVUTO L’ATTENZIONE CHE MERITAVA

Forse Electronical weird. Pur rendendomi conto, a distanza di qualche mese, che il Theremin, anche essendo un’incredibile figata e frutto di puro genio, non verrà mai usato dai Bon Jovi a Wembley. Peccato, perchè sosterrò fino alla morte che, se usato sapientemente, sia la colonna portante di ogni b-movie.

6) IL MIO POST PIU’ BELLO

Bello è una parola piuttosto grossa in questo contensto. Credo comunque che il concetto che più gli si avvicini l’abbia espresso con Il cinema come atto d’amore. Ciò che Spielberg semina, J.J. Abrams raccoglie. Perchè in un blog che vive dell’amore per i film che provo io, aveva davvero bisogno di un film come Super 8. Anche se J.J. Abrams non si è fatto del tutto perdonare dopo l’abominio finale di Lost.
7) IL POST DI CUI VADO PIU’ FIERO

Sicuramente The walking dead: ma una serie sugli zombi può morire? Perchè mi ci sono divertito parecchio a scriverlo. Perchè ho ricevuto molti apprezzamenti e pareri concordi. E perchè, ultimo ma non meno importante tra i motivi, mi ha permesso di avere un prezioso ed interessante scambio di opinioni con veri esperti (Nick, Marcello Caruso e, ancora una volta, Alice e Screammaker. Che ringrazio di tutto cuore) in cui è venuto fuori il nome di Dead Set.

Sembrava più semplice sulla carta, ma è stato piacevole riscoprire i vecchi post. Ora si parte con le segnalazioni dei 7 blog che reputo interessanti e vorrei coinvolgere:

Waiting for the right doctor ottima intenditrice di cinema, senza contare che il 99% delle volte mi ritrovo ad avere gli stessi gusti.

Blog misteri Angie Ginev che mi ha segnalato questa iniziativa e proprietaria di un blog sui misteri e il paranormale davvero molto interessante.

Book and Negative di cui non mi vengono aggettivi che ne rispecchino la stima, semplicemente perfetto per contenuti e stile di scrittura.

Il giorno degli Zombi altra grande esperta di cinema e di horror in particolar modo. Tanti film sfiziosi non li avrei mai visti senza di lei.

Nocturnia adoro i suoi contenuti, sempre interessanti e trattati in maniera impeccabile.

Libri da leggere perchè, da amante della lettura, mi è di un’utilità sconfinata e ci ho trovato più di una volta dei preziosi consigli.

Il cinema spiccio di Frank Manila perchè, oltre al bellissimo nome, mi offre sempre spunti interessanti e perle cinematografiche da antologia.

Ci sarebbero anche parecchi altri blog che avrei voluto inserire, ma il gioco prevedeva una scelta, e questi sono senza dubbio i più importanti e significativi per me.

Spero possa essere utile a più persone possibile, e che altri decidano di partecipare divertendosi quanto me.

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The Walking Dead - Stagione 1E’ ancora piuttosto prematuro aggrapparsi al confronto tra la serie televisiva e il fumetto per trovare la giustificazione per stroncare la prima stagione di The Walking Dead. Prima di tutto perchè il fumetto è qualcosa di deliziosamente ineguagliabile, visto la complessità di trama e personaggi e le sue tante soluzioni politicamente scorrette, al punto che qualsiasi trasposizione finirebbe per risultare limitante e fallimentare. E poi perchè, se per un attimo dimentichiamo i fumetti creati da Robert Kirkman, Tony Moore e poi da Charlie Adlard, ci si trova davanti a una serie televisiva abbastanza dignitosa. Un motivo in più per non sottovalutare The Walking Dead lo si trova anche nel fatto che, di questi tempi, le serie horror sono costrette a farsi stuprare e ad inserire vampiri emo o licantropi da spiaggia che combattono per essere i più fighi del loro liceo (per non parlare delle lotte tra inferno e paradiso in cui ci si trova sempre tra angeli e demoni aggressivi come cotton-fioc) al solo scopo di tirarsi dietro più spettatori possibili e tirare a campare oltre il primo anno di messa in onda, riducendosi puntualmente a delle miserabili e imbarazzanti parodie horror di ciò che avrebbero potuto o dovuto essere.

Qui, se non altro, gli zombi ci sono e si vedono sempre. Strisciano, mordono, uccidono come facevano una volta e avanzano lentamente e inesorabili conquistando un pezzo di mondo alla volta senza mai fermarsi. Tra gli altri pregi, e cosa non da poco se si parla di una serie horror, il sangue non manca e le bastardate tra gli esseri umani sono degne delle più infami trame da soap opera, ma ancora più cattive e spietate.

La trama, se pur mutuata da diversi film sugli zombi, inchioda comunque lo spettatore, che non è certo abituato a vedere storie simili in prima serata e in compagnia della famiglia.

Durante uno scontro a fuoco, l’agente di polizia Rick Grimes viene colpito alla testa e cade in coma. Svegliandosi in una stanza di un’ospedale in completo abbandono, una volta ripresosi scopre che il genere umano è stato sterminato dagli zombi, padroni assoluti di tutto il territorio e capaci di tradormarlo in uno di loro con un semplice morso. Tutto quello che Rick desidera è assicurarsi che la famiglia che ha lasciato dopo il suo incidente sia sopravvissuta, per questo non esita a mettersi sulle loro traccie.

La serie televisiva, comunque, si discosta molto dalla trama del fumetto già dai primi episodi. E ammetto che il primo impatto con queste modifiche mi avevano fatto piuttosto cagare. Poi però ho pensato che restare fedeli al fumetto sarebbe stato poco producente, perchè chi lo segue e lo adora (come me) avrebbe finito per rivedere le stesse cose, magari a colori, ma comunque cose di cui già si conoscono gli esiti. Si sarebbe perso l’interesse, o probabilmente, data la distribuzione in balia della totale anarchia editoriale, la serie avrebbe finito per anticipare quello che succedeva nel fumetto.

Ecco perchè non è stata del tutto una cazzata far prendere alla serie una direzione diversa dal fumetto. In questo modo il fan si gode la storia originale con qualche aggiunta tutta nuova, e si gusta i momenti di tensione che non conosce, nella speranza che la trama del fumetto venga ripresa e portata comunque avanti nel corso delle successive stagioni.

Purtroppo, un pò come in tutte le cose, quando a prendere le decisioni non sono più gli ideatori del progetto originale, è quasi matematico che tutto finisca in merda. E anche The Walking Dead non riesce ad evitare di farsi risucchiare nel baratro creativo partorito dai poveri sceneggiatori, magari costretti loro malgrado a lavorare per portare a termine la serie, cercando contemporaneamente di scrivere episodi in grado di accattivarsi nuovo pubblico per l’anno prossimo. Per questo la maggior parte delle cose che si vedono sullo schermo, e che sono differenti dal fumetto, non reggono il confronto.

Ulteriore mazzata, pronta a far crollare tutto il progetto scatenando le ire dei fan, è stato l’abbandono del regista e produttore esecutivo Frank Darabont poco prima dell’avvio delle riprese della seconda stagione, evento anticipato dal licenziamento dell’intero team di sceneggiatori che avevano scritto gli episodi della prima serie (cosa non completamente negativa, visto le numerose puttanate che hanno combinato).

Insomma, in un palinsesto in cui quella gran figata di Supernatural viene snaturata per anni dall’avvento di angeli fighetti e da un Lucifero indulgente e filosofeggiante. Dove per dieci anni consecutivi (e chissà per quanto ancora andranno avanti) ai ragazzi viene mostrata una Smallville che regala i natali al Superman più introverso e insicuro mai creato, in cui tutti i tentativi di diventare l’eroe mitico che dovrebbe essere, finiscono sempre e inevitabilmente per farlo risultare utile quanto un buco di culo sul gomito. In questa landa desolata di serie televisive agonizzanti e in decomposizione, lo spazio per dare fiducia a The Walking Dead ancora per un altro anno non dovrebbe mancare. E poi, se il progetto non dovesse meritare l’attenzione e la cura che gli addetti ai lavori dovrebbero mostrargli e si trasformasse in un bel cumulo di sterco di brontosauro caldo, basterà incidere sulla sua lapide “In fondo, peggio del revival di Supercar con la Mustang da tamarro non si poteva fare”.

 

Inanzitutto, lui ne sa…e parecchio.

Inoltre:

1. Le saghe horror migliorano esponenzialmente quando il protagonista diventa palesemente immortale, invulnerabile e con una forza capace di estrarre un cuore umano a mani nude e senza batter ciglio (e fanculo se certe cose possono essere ridicole, un vero fan a personaggi del genere si affeziona e non chiede di meglio che un killer fantasiosamente spietato).

2. H.P. Lovecraft, per me sei un Dio. Forse anche meglio, perchè il tuo vangelo lo hai scritto di tuo pugno invece che appaltarlo ad altri, e il risultato merita la stima di tutti i lettori del mondo.

3. Rod Serling: aver creato “Ai confini della realtà” è come avermi regalato un posto in prima fila per assistere alla nascita dell’universo. Grazie di cuore per tutto.

4. Stan Lee: senza di te la Marvel non è la stessa, ma ti adoro comunque (come adoro voi Jack e Steve!).

5. La fine di Lost è stata una cagata terrificante, proverò a non rivelare spoiler per rispetto di chi non ha ancora visto il finale (ammesso che esista ancora qualche persona), ma è stato davvero doloroso, come tornare a casa con una proposta di matrimonio e beccare la tua fidanzata a letto con il tuo migliore amico. J.J. Abrams: ti ringrazio per Cloverfield, probabilmente recupererai dei punti con Super 8, ma quella serie del cazzo potevi chiuderla meglio anche se ti fossi drogato (ma forse se ti fossi drogato alcune idee fighissime delle prime stagioni le avresti anche spiegate a noi poveri coglioni).