Il fresco aroma di una pestilenza apocalittica. Cercando la salvezza da Twilight

Pubblicato: 2 ottobre 2011 in Fantasy, Horror, Letteratura, Libri, Pensieri, Riflessioni
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Apocalisse ZUna dichiarazione d’amore a tutti gli effetti. Questo ha voluto scrivere Manel Loureiro nella sua opera dedicata agli Zombi. Amore per i morti viventi che vengono generati da cause degne del miglior b-movie da drive in. Amore per il lento ed implacabile avanzare di un esercito di creature che hanno come unico scopo quello di divorare i pochi umani soprivvissuti. Amore per quella tradizione così deliziosamente anni ’80 che vede gli zombi come semplici quanto efferate creature senz’anima lente, stupide e pronte mordere qualsiasi cosa viva gli capiti a tiro.

Loureiro è cresciuto con i film di Romero. E non fa assolutamente niente per nasconderlo. Per questo il primo capitolo di questa sua trilogia è così ben riuscito.

Qualsiasi amante della trilogia zombi di Romero riconoscerà all’interno di questo romanzo scene e personaggi che da troppo tempo non si trovano in film del genere. Ed è forse questa la cosa che più manca al filone zombi cinematografico.

Quella che viene raccontata qui, è un’epidemia devastante, che annienta la civiltà come noi la conosciamo, lasciando spazio solo agli istinti di sopravvivenza e prevaricazione che da sempre gli uomini portano con sè. Quello che, però, si lascia apprezzare, è la totale assenza di eroi da copertina pronti a risolvere la situazione con il sorriso sulle labbra e la battuta pronta. Qui le persone piangono, sono spaventate, sole e disperate e tendono a morire appena si distraggono un attimo. L’atmosfera non è mai distesa, anzi, qui l’inferno viene portato sulla terra in modo esemplare, sporcando e facendo marcire ogni cosa e senza lasciare alcuno spazio alla positività.

Vincente anche l’idea di ambientare tutto in Spagna (anche se gli avvenimenti, almeno fino al totale isolamento mediatico, si svolgono più o meno contemporaneamente in tutto il mondo), considerando che l’autore è un avvocato spagnolo. Questo aiuta il lettore a capire subito che Loureiro ha un’autentica passione per l’horror, e per gli zombi in generale, e che di questa passione ha fantasticato per ore e ore trascorrendo le giornate, raccogliendo le idee e prendendo appunti su come realizzare la sua opera.

Sarebbe impossibile raccontare, anche con poche parole, la trama. Ma se si prendono i primi tre capitoli della saga di Romero, e si tagliano le scene in cui le cose sembrano volgere al meglio, si ha un’idea più o meno fedele di quello che aspetta nelle pagine di questo libro.

Fa sempre piacere veder raccogliere degli ottimi frutti dalla passione pura per un genere che è stato da prima snobbato e deriso, e successivamente invaso da vampiri romanticamente problematici ed effemminati e da licantropi palestrati che pensano a tutto tranne che al sangue e alla caccia. In un panorama letterario in cui la disperazione e il marciume dell’horror puro è stato troppo spesso dimenticato a favore del glamour e dei troppi glitter, questo Apocalisse Z risulta un’ottima ventata d’aria fresca.

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commenti
  1. grazie dell’ottima recensione! Trama intrigante, lontana anni luce dal mieloso sentimentalismo di Twilight…ottimo!

  2. Nick ha detto:

    Io devo ancora leggerlo, ma d appassionato di zombie e di narrativa di genere europea , di sicuro non me lo lascio scappare.

    • wildboyz80 ha detto:

      Onestamente posso dirti, da appassionato di film sugli zombi più classici, che in questo libro non ci sarà alcuna pagina in cui non ritroverai le stesse atmosfere di quei film. Inutile dirti quanto potresti rimanerne coinvolto.

  3. simone ha detto:

    Io ci ho provato qualche tempo fa ma sono resistito 50 pagine prima di mollare esasusto: boh, scrittura troppo piatta, ritmo inesistente, zero personaggi, storia che, sì, omaggia gli zombi romeriani (che adoro come un po’ qualsiasi cosa zombesca), ma in modo molto blando e superficiale… insomma, mi è sembrato il tipico libro della Nord attuale, che sembra chissà cosa e invece dentro è vuoto, o giù di lì… 😦

    • wildboyz80 ha detto:

      Sarà questione di gusti. Ovviamente non siamo di fronte ad un capolavoro assoluto e indiscusso. Io, personalmente, ero così stufo di leggere storie che in molti spacciano come “terrificanti” che sono bastati i richiami alle atmosfere più classiche degli zombie movie per conquistarmi. A mio avviso, la più grande pecca potrebbero essere i pochi dialoghi presenti in gran parte del racconto, ma in questo periodo, in cui la letteratura horror sembra si debba per forza mischiare (e non in eque quantità) alle atmosfere dei romanzi Harmony, sono disposto a scendere a compromessi.

  4. alice ha detto:

    Sono mesi che giro intorno a questo libro. Ma nelle librerie non c’è e costa ancora parecchio. (17 euro? Uff, per una come me che tronca libri dopo una pagina e mezza sono una cifra enorme). Attendo che la biblioteca si decida a reperirlo…

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