Provaci ancora Wes

Pubblicato: 13 luglio 2011 in Cinema, Film, Horror, Pensieri, Riflessioni
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Mi chiedo perplesso quale sia il segreto di Wes Craven. Come può riuscire un regista, che penso abbia azzeccato ben pochi film tra tutti quelli che ha sfornato, a ipnotizzare lo spettatore patito di horror e convincerlo a guardare ancora una volta un suo nuovo film. Perdipiù qui c’è l’aggravante della saga, che mostrava limiti piuttosto evidenti già a metà del primo capitolo.

Ok, Craven ci ha regalato L’ultima casa a sinistra, Le colline hanno gli occhi, Il mostro della palude (prima trasposizione del personaggio di Swamp Thing non proprio riuscita, ma avente comunque una dignità comica), Nightmare e La casa nera. Ma ha fatto anche una trentina di film, e personalmente, non posso che chiedermi: tutto qui?

Tornando al film, la trama non regge, ma mi sta bene trattandosi di una saga horror, però ci sono dei limiti di buon senso che tutti dovrebbero rispettare. Gli attori hanno ruoli fin troppo forzati: la protagonista tormentata ma capace di vincere contro tutto e tutti, lo sceriffo impedito ed inutile, la reporter rampante con una coscienza più che ignorabile, svariati trentenni-finti-adolescenti con iphone in dotazione e case rigorosamente da urlo e che riescono a parlare fondamentalmente di un cazzo di niente sempre e comunque in circa due ore di film.

E vogliamo parlare dell’assassino? sorvolando sulle motivazioni che portano agli omicidi, tra l’altro ridicole, ma dopo 3 film, ti pare normale che una poveraccia stia ancora nella stessa città (dove tutto ha avuto inizio nel primo film) a farsi molestare dallo stesso maniaco (che ha anche la stessa voce al telefono) che 10 anni prima gli ha ammazzato tutti gli amici??? Ma cazzo alla prima telefonata con omicidio non ce la fai proprio a sparire dalla faccia della terra, non ti viene il dubbio che forse un pelino sfiga lo porti anche agli altri?

Certo, abbiamo anche cose da salvare (perchè nel bene o nel male Craven il genere horror lo conosce): finalmente la gente viene ammazzata in modo più crudo, nonostante l’arma del delitto sia sempre un noiosissimo e un pò piccolo coltello, nei capitoli precedenti tutta la violenza era riconducibile agli effetti sonori, mentre questa volta un minimo di budella si possono anche vedere. Ci sono almeno un paio di autocitazioni che riescono a strapparti il sorriso e farti salire un pò di nostalgia. E, per chi non l’ha mai retta, Hayden Panettiere ha finalmente quello che si merita (Hayden, non ce l’ho con te, ma in questo film proprio non ti si sopporta).

Craven, forse non riesci a rassegnarti alla vecchiaia, ma lasciali perdere questi teen agers tipici americani…c’è altro su cui lavorare…e poi creare la tensione non è propiamente la tua specialità, sei meglio quando usi la fantasia e trovi delle idee vincenti che poi altri potranno sfruttare fino allo sfinimento e che i tuoi fan potranno coprire di merda per anni per essersi permessi di prendere un tuo film e produrlo come Dio comanda.

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commenti
  1. Nick ha detto:

    Perfettamente d’accordo. I primi tre SCREAM , magari avevano una loro dignità metacinematografica, ma questo mi sa che è fatto solo per motivi alimentari.

  2. wildboyz80 ha detto:

    Credo proprio di sì, non per niente il 90% del film sembra una pubblicità dell’Iphone…

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